AL LIMITE DELLA PITTURA
Glenda Cinquegrana Art Consulting è lieta di presentare la mostra collettiva Al limite della pittura, che riunisce una selezione di opere di artisti legati al movimento italiano della Pittura Analitica, tra cui Enzo Cacciola, Vincenzo Cecchini, Giorgio Griffa, Paolo Masi, Claudio Olivieri e Gianfranco Zappettini. Accanto a queste figure chiave della Pittura Analitica storica, la mostra include anche Vittorio Corsini e Silvio Wolf, le cui pratiche si confrontano con alcune delle istanze di quel periodo, articolandole attraverso i linguaggi della contemporaneità.

AL LIMITE DELLA PITTURA

Al limite della pittura, locandina della mostra

DAL 22 APRILE AL 16 MAGGIO 2026

Glenda Cinquegrana Art Consulting è lieta di presentare la mostra collettiva Al limite della pittura, che riunisce una selezione di opere di artisti legati al movimento italiano della Pittura Analitica, tra cui Enzo Cacciola, Vincenzo Cecchini, Giorgio Griffa, Paolo Masi, Claudio Olivieri e Gianfranco Zappettini. Accanto a queste figure chiave della Pittura Analitica storica, la mostra include anche Vittorio Corsini e Silvio Wolf, le cui pratiche si confrontano con alcune delle istanze di quel periodo, articolandole attraverso i linguaggi della contemporaneità. Il titolo della mostra richiama una delle caratteristiche distintive della Pittura Analitica: la sua costante indagine sulle condizioni materiali della pittura, spinta fino al punto di trasformare il dipinto in installazione, in processo, in un oggetto “opaco”. Nata negli anni Settanta in risposta a un clima culturale che proclamava la morte della pittura, la Pittura Analitica si sviluppò in dialogo con tendenze internazionali parallele, tra cui il movimento francese Supports/Surfaces, la Geplante Malerei tedesca e la Systemic Painting americana. Al di là di queste affinità, essa costituì una corrente artistica autonoma e specifica, definita attraverso una serie di mostre che furono cruciali per la sua affermazione. Tuttavia, pur essendo storicamente circoscritta nel tempo e nel luogo, la sua impostazione concettuale e processuale è riemersa nelle pratiche delle generazioni più giovani. Intorno al 1974–75, Enzo Cacciola (Arenzano, Genova, 1954) sviluppò una pratica in cui il processo operava come mezzo di neutralizzazione emotiva, mentre l’uso del cemento come materiale pittorico divenne un tratto distintivo della sua ricerca. Vincenzo Cecchini (Cattolica, 1934) esplora il rapporto tra pittura e fotografia, elaborando successivamente una poetica fondata sulla riflessione intorno al campo pittorico come luogo di imperfezione. Per Vittorio Corsini (Cecina, Livorno, 1956), la pittura diventa un evento visivo in cui la luce agisce come soglia, come materiale attivo che ridefinisce i codici della visione e coinvolge la percezione periferica, nel momento in cui la visione oculare comincia ad allentarsi. Tra gli artisti più rigorosi e coerenti nella riduzione della pittura ai suoi principi fondamentali vi è Giorgio Griffa (Torino, 1936), che smantella il quadro come supporto tridimensionale, riducendolo alla traccia essenziale di un segno sulla tela. Paolo Masi (Firenze, 1934), al contrario, utilizza cartoni di recupero come supporto, esplorando il colore attraverso le sue infinite interazioni con una superficie irregolare e frammentata. Claudio Olivieri (Roma, 1934 – Milano, 2019) ha sviluppato un linguaggio pittorico in cui il colore si avvicina all’idea di limite, di una “luce nera”. Silvio Wolf (Milano, 1952) indaga le condizioni fondative dell’immagine fotografica — tempo, luce, caso e fuori campo — mentre i suoi Horizons rivelano una soglia, un netto confine tra luce e oscurità, materia e linguaggio, visibile e invisibile. Gianfranco Zappettini (Genova, 1939), oggi considerato uno dei fondatori del movimento, esplora con rigore una pittura basata sul processo, che diventa ora pura luce, ora superficie di un segno a matita.

Al limite della pittura, locandina della mostra
Al limite della pittura, locandina della mostra

DAL 22 APRILE AL 16 MAGGIO 2026

Glenda Cinquegrana Art Consulting è lieta di presentare la mostra collettiva Al limite della pittura, che riunisce una selezione di opere di artisti legati al movimento italiano della Pittura Analitica, tra cui Enzo Cacciola, Vincenzo Cecchini, Giorgio Griffa, Paolo Masi, Claudio Olivieri e Gianfranco Zappettini. Accanto a queste figure chiave della Pittura Analitica storica, la mostra include anche Vittorio Corsini e Silvio Wolf, le cui pratiche si confrontano con alcune delle istanze di quel periodo, articolandole attraverso i linguaggi della contemporaneità. Il titolo della mostra richiama una delle caratteristiche distintive della Pittura Analitica: la sua costante indagine sulle condizioni materiali della pittura, spinta fino al punto di trasformare il dipinto in installazione, in processo, in un oggetto “opaco”. Nata negli anni Settanta in risposta a un clima culturale che proclamava la morte della pittura, la Pittura Analitica si sviluppò in dialogo con tendenze internazionali parallele, tra cui il movimento francese Supports/Surfaces, la Geplante Malerei tedesca e la Systemic Painting americana. Al di là di queste affinità, essa costituì una corrente artistica autonoma e specifica, definita attraverso una serie di mostre che furono cruciali per la sua affermazione. Tuttavia, pur essendo storicamente circoscritta nel tempo e nel luogo, la sua impostazione concettuale e processuale è riemersa nelle pratiche delle generazioni più giovani. Intorno al 1974–75, Enzo Cacciola (Arenzano, Genova, 1954) sviluppò una pratica in cui il processo operava come mezzo di neutralizzazione emotiva, mentre l’uso del cemento come materiale pittorico divenne un tratto distintivo della sua ricerca. Vincenzo Cecchini (Cattolica, 1934) esplora il rapporto tra pittura e fotografia, elaborando successivamente una poetica fondata sulla riflessione intorno al campo pittorico come luogo di imperfezione. Per Vittorio Corsini (Cecina, Livorno, 1956), la pittura diventa un evento visivo in cui la luce agisce come soglia, come materiale attivo che ridefinisce i codici della visione e coinvolge la percezione periferica, nel momento in cui la visione oculare comincia ad allentarsi. Tra gli artisti più rigorosi e coerenti nella riduzione della pittura ai suoi principi fondamentali vi è Giorgio Griffa (Torino, 1936), che smantella il quadro come supporto tridimensionale, riducendolo alla traccia essenziale di un segno sulla tela. Paolo Masi (Firenze, 1934), al contrario, utilizza cartoni di recupero come supporto, esplorando il colore attraverso le sue infinite interazioni con una superficie irregolare e frammentata. Claudio Olivieri (Roma, 1934 – Milano, 2019) ha sviluppato un linguaggio pittorico in cui il colore si avvicina all’idea di limite, di una “luce nera”. Silvio Wolf (Milano, 1952) indaga le condizioni fondative dell’immagine fotografica — tempo, luce, caso e fuori campo — mentre i suoi Horizons rivelano una soglia, un netto confine tra luce e oscurità, materia e linguaggio, visibile e invisibile. Gianfranco Zappettini (Genova, 1939), oggi considerato uno dei fondatori del movimento, esplora con rigore una pittura basata sul processo, che diventa ora pura luce, ora superficie di un segno a matita.

AL LIMITE DELLA PITTURA

Glenda Cinquegrana Art Consulting è lieta di presentare la mostra collettiva Al limite della pittura, che riunisce una selezione di opere di artisti legati al movimento italiano della Pittura Analitica, tra cui Enzo Cacciola, Vincenzo Cecchini, Giorgio Griffa, Paolo Masi, Claudio Olivieri e Gianfranco Zappettini. Accanto a queste figure chiave della Pittura Analitica storica, la mostra include anche Vittorio Corsini e Silvio Wolf, le cui pratiche si confrontano con alcune delle istanze di quel periodo, articolandole attraverso i linguaggi della contemporaneità.

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