DAL 17 GIUGNO AL 9 SETTEMBRE 2023
La città di Chiavari si appresta a diventare un centro di riferimento per l’arte contemporanea internazionale: sabato 17 giugno 2023, alle ore 18.00, la Fondazione Zappettini apre al pubblico il suo nuovo spazio espositivo, sito al pianterreno della palazzina al civico 22 di Corso Buenos Aires.
Frutto di un raffinato intervento di ristrutturazione della precedente sede della Fondazione, condotto dall’architetto Martina Zappettini con l’obiettivo di creare ambienti in grado di offrire alle opere d’arte le migliori e più aggiornate condizioni dal punto di vista del design, della climatizzazione e dell’illuminotecnica, lo spazio espositivo si presta a essere definito un infra-spazio, non tanto per la sua collocazione al piano inferiore [dal latino infra, ‘sotto’], quanto per il suo porsi ‘fra’ le diverse dimensioni della sfera pubblica e di quella privata, proponendosi come un luogo di incontro e di scambio di idee, progetti, esperienze tra Gianfranco Zappettini e tutti coloro – pubblico, critici d’arte, galleristi, altri artisti, curatori, studiosi – che saranno suoi ospiti.
È stata, dunque, la natura della Fondazione stessa a suggerire il titolo per la
mostra inaugurale: Infra-spazi sinergici sono, infatti, quelli che si creano nel dialogo tra le opere di dodici artisti italiani impegnati in ricerche su concetti di spazio variamente declinati e quelle del maestro Zappettini. Spazio che nasce dal ritmo dei pattern di colore per Carla Accardi; spazio che si costruisce nella sintesi di movimento e racconto nelle fotografie di Olivo Barbieri; spazio della percezione attivato dalla luce che crea armonie tra ombre e riflessi nelle tele di Agostino Bonalumi; spazio come terreno di sperimentazione della materia di Alberto Burri; spazio generato dalla attivazione della superficie tramite la reiterazione del segno autoriale di Giuseppe Capogrossi; spazio e tempo nella loro dimensione metafisica e incommensurabile nei monocromi dalle superfici modulate di Enrico Castellani; spazio che si trasforma nel tempo della percezione e ne svela l’instabilità nei video e nelle fotografie di Giacomo Costa; spazio che si apre oltre i reticoli dei segni/colore di Pietro Dorazio; spazio dell’alterità che esiste in potenza oltre la superficie della tela al quale danno accesso i tagli di Lucio Fontana; spazio illusorio fatto di luce che si apre oltre le finestre di Alessandro Lupi; spazio che diventa materia plastica nell’interrelazione tra pieni e vuoti delle opere di Nunzio; spazio come campo energetico attivato dai grovigli di segni di Emilio Scanavino; spazio come frutto di un processo esecutivo e mentale al tempo stesso che diventa luogo dell’allenamento dello sguardo e della mente nelle tele di Gianfranco Zappettini.
La mostra, curata da Leo Lecci e Paola Valenti, con Andrea Daffra, rafforza la collaborazione tra la Fondazione Zappettini e l’AdAC, Archivio d’Arte Contemporanea dell’Università di Genova.
Realizzata con la collaborazione di Davide Mazzoleni (Galleria Mazzoleni, London – Torino) e di Chico Schoen (Galleria Guidi&Schoen, Genova), la mostra sarà visitabile fino al 9 settembre 2023.